København
DAY 1 _ Appena scesi dall’aereo vento incredibile, pensavo di essere sul set di un film. Poi ho pensato che fosse perchè eravamo su una pista dell’aeroporto. Invece poi ho capito che sarebbe stato perennemente così, gelido. Fuochi d’artificio sul fiume su cui si affacciava il nostro albergo. Biciclette meravigliose facevano avanti ed indietro tutta la notte, in ogni condizione atmosferica, su questo ponte. Leggenda vuole che il danese va ad ubriacarsi in centro in bici e torna in taxi, poi se il giorno dopo si ricorda dove ha lasciato la bici va a recuperarla, così ci disse un danese.
DAY 2 _ Sole. E vento. Il sole è durato il tempo di arrivare alla Sirenetta. Case bellissime sul fiume, tetti assurdi. Bianco e rosso. Le mansarde mi fanno impazzire.. Barche a vela. Biciclette una sopra l’altra, per terra, biciclette ed ancora biciclette. Primo sguardo veloce al Nyhavn, ci sono i mercatini. Fortezza costruita su una stella in mezzo a canali artificiali con la chiesa più bella che io abbia mai visto. Pale eoliche. Gente che fa jogging a piedi nudi. Sirenetta: più gente che gioia. Siamo passati davanti al palazzo della regina, talmente sobrio che ce ne siamo accorti dopo. Ritorno al Nyhavn, vorrei abitare qui. Il centro è pieno di gente, è sabato. Di sera passeggiata in centro.
DAY 3 _ Direzione cimitero. Attraversiamo il Peblinge sø, canale artificiale costruito per non fare passare il fuoco, con sopra i gabbiani. Negozi di design, negozi di biciclette. Biciclette. Al cimitero i danesi vanno a fare jogging perchè è un parco a tutti gli effetti. Ritorno in centro, Duomo bellissimo e soprattutto un posto dove stare al caldo. Sera al Tivoli. Faccio delle scene isteriche per le renne, anche i bambini mi guardano male. Tante luci, musica e un buon profumo di Glogg che decido di sperimentare velocemente, una sorta di vin brulé. Mi scalda. Me ne regalano un altro in un’altra casetta.
DAY 4 _ Direzione Malmö: treno e ponte. In mezzora siamo lì. Una città tranquilla, molto tranquilla, con un parco bellissimo. Stessa scena per le renne in replica per un mulino a vento. C’è una casa in un fiume. Boh. Ritorno e giro in centro serale. Gente ubriaca che fa tanto ridere, chi barcolla, chi balla, chi palpa le chiappe della fidanzata ubriaca a sua volta.
DAY 5 _ Il vento e la pioggia rovinano i miei programmi. Ci ripariamo in aeroporto. 7eleven ci aiuta a passare il tempo. Torno in Italia, il tassista manda a fanculo uno prima di salire in macchina, va a 150 km/h in superstrada e la prima notizia che apprendo è che hanno ucciso due senegalesi a Firenze.