Mi raccomando: tutti vestiti bene
Il vantaggio dell’essere un ossessivo-compulsivo è che sei sempre in orario al lavoro. Lo svantaggio è che sei sempre in orario su tutto. Sciacquare la tazza del caffè, farti un bagno, portare il bucato alla lavanderia automatica: i tuoi andirivieni non hanno segreti, non c’è spazio per la spontaneità. In quel periodo della mia vita, andavo nello stesso bar quasi tutte le sere, inforcando la bicicletta alle sette in punto e tornando alle nove spaccate. Non cenavo mai lì, mi limitavo a bere caffè, seduto sempre nello stesso separé e rivolto sempre nella stessa direzione, leggendo libri della biblioteca per un’ora esatta. Dopodichè andavo a fare la spesa. Ci andavo anche se non mi serviva niente, perché a tale scopo era destinato tale momento della giornata. Se non c’era molta coda tornavo a casa per la strada più lunga, oppure facevo qualche giro dell’isolato. Ero incapace di rientrare in anticipo perché non era previsto che trascorressi quei cinque, dieci minuti nell’appartamento.
«E cosa succede se una volta arrivi dieci minuti in ritardo?» mi chiese Brandi. Anche mia madre mi faceva spesso la stessa domanda. Tutti quanti me la facevano. «Secondo te crolla il mondo se entri da quella porta alle nove e quattro?»
Lo dicevano per scherzo, ma la risposta era sì. Era esattamento ciò che pensavo mi sarebbe capitato. Il mondo sarebbe crollato. Le sere che trovavo il mio separé occupato da qualche altro cliente ne uscivo distrutto. «C’è qualche problema?» mi chiedeva la cameriera, e io non riuscivo nemmeno ad aprire bocca per risponderle.
David Sedaris